Le lingue orientali esercitano un fascino magnetico, eppure sono ancora in pochi a scegliere di impararne una. Spesso il freno principale è la paura: si teme che la distanza culturale e linguistica dall’italiano sia un ostacolo insormontabile (non è così, qui trovate l’esperienza positiva di un nostro studente: Chi conosce il cinese apre porte che gli altri ignorano).
Di solito, quando si decide di imparare una lingua orientale, il pensiero corre subito al cinese o al giapponese, ma c’è un’altra lingua che arriva da lontano e che può regalare grandi soddisfazioni, anche a chi decide di approcciarsi da autodidatta: il coreano.
Le caratteristiche base della lingua coreana
Il coreano, lingua ufficiale della Corea del Sud, si distingue innanzitutto per il suo sistema di scrittura: l’Hangeul (한글). Fu inventato nel XV secolo da re Sejong il Grande con un obiettivo nobilissimo: permettere a tutto il popolo di imparare a leggere e scrivere facilmente, rompendo il monopolio dei nobili e dei funzionari che, fino ad allora, erano gli unici a poter utilizzare i complessi sinogrammi cinesi.
Come funziona l’alfabeto coreano?
Si tratta di un alfabeto fonetico composto da 24 lettere (14 consonanti e 10 vocali, che arrivano a 40 se contiamo doppie e composte). La vera sorpresa? Si può imparare a leggere in pochi giorni, rendendo subito possibile la decifrazione di qualsiasi testo.
Certo, senza vocabolario non si capirà immediatamente il senso, ma come dicono i coreani: 사작이 반이다 [sijag-i ban-ida], ovvero “l’inizio è metà dell’opera”.
I vantaggi nell’apprendimento
Ad agevolare lo studio della lingua coreana ci sono diversi fattori strutturali:
- Scrittura lineare: si scrive da sinistra a destra.
- Semplicità grafica: non c’è distinzione tra maiuscole e minuscole.
- Coniugazione semplificata: i verbi non cambiano in base alla persona.
- Niente genere: non esiste il genere per i sostantivi (niente maschile o femminile).
Le differenze principali a cui abituarsi riguardano invece l’ordine della frase — che segue lo schema Soggetto-Oggetto-Verbo (SOV) — e il fatto che le lettere non si susseguano linearmente, ma si raggruppino in sillabe a formare dei piccoli “quadratini”.
Oltre lo scoglio del vocabolario: K-pop e K-drama
Una volta presa confidenza con la struttura, ci si può concentrare sulla grammatica e sul lessico. Quest’ultimo è considerato il vero scoglio: secondo alcuni studi, il coreano sarebbe la lingua con il più alto numero di parole documentate al mondo (oltre un milione, contro le circa 270mila dell’italiano).
Tuttavia, lo studio può diventare un’attività estremamente coinvolgente. Si può affiancare la memorizzazione delle regole all’ascolto di K-pop o alla visione dei K-drama (le popolari serie TV coreane). Immergersi nella lingua con il supporto di testi e sottotitoli è un esercizio appagante: permette di assimilare molti termini quasi inconsciamente, semplicemente godendosi un bel film o una canzone.
Curiosità: l’Hangeul come alfabeto “universale”
Il coreano parlato possiede suoni molto particolari: le consonanti si distinguono per la quantità d’aria emessa e le vocali possono essere aperte o chiuse. Queste sfumature, che inizialmente possono sembrare una sfida per la pronuncia, sono rese perfettamente dall’alfabeto, che è in grado di trascrivere i suoni in modo estremamente specifico.
Questa precisione è tale che l’alfabeto coreano è stato adottato persino da alcune popolazioni in Indonesia o nelle Isole Salomone. Queste comunità, che possedevano lingue solo orali, hanno scelto l’Hangeul come metodo di trascrizione per proteggere la propria identità culturale e non rischiare di perdere la propria lingua.
Perché scegliere di studiare il coreano oggi?
Il coreano è considerata una lingua scientifica. Le sue regole derivano da aspetti concreti (come la forma delle consonanti che mima la posizione della lingua durante la pronuncia) e da concetti filosofici (come le vocali che rappresentano l’uomo, la terra e il sole).
Studiare questa lingua è un passatempo perfetto per chi vuole unire il piacere di una nuova sfida intellettuale alla scoperta di una cultura ricca di storia e con una straordinaria voglia di aprirsi al mondo.
Autore: Luisa Armanni


